Ecco perché ho rinunciato (almeno per ora) alla CCSVI...
Il 17 Novembre 2011 esco piuttosto triste dallo
Studio Radiologico Cento Cannoni, per i motivi che ho indicato nel
precedente post. In sostanza non riuscivo a capire cosa risultava dalla risonanza magnetica, né alcun medico mi aveva commentato l'esito della radiografia. Il tutto si era svolto piuttosto freddamente: attesa, risonanza, attesa, esito consegnato dallo sportello, arrivederci e grazie.
Mi sentivo piuttosto pessimista, ma per fortuna mi sbagliavo! Nulla di grave, anzi, notizia positiva: la malattia era ferma! Ma questo l'avrei scoperto solo
oltre un mese dopo, il 27 Dicembre...
In realtà era successa, quel giorno, un'altra cosa a cui non avevo dato inizialmente molto peso, ma che mi aveva un po' turbato.
Il caso ha voluto che quella mattina, proprio mentre parcheggiavo la macchina davanti al Cento Cannoni, mi chiamasse l'
Ospedale Ferrarotto di Catania! Sì, c'era in ballo l'ecocolordoppler e soprattutto il ricovero per la
CCSVI, in programma il
19 Novembre: fra soli due giorni!
Sì lo sò, era da oltre un anno che ci andavo dietro, avevo
prenotato la visita il 22 Ottobre 2010, però...
Però nel frattempo era successo qualcosa!
Nel frattempo avevo cambiato lavoro, ora avevo un lavoro più stabile, certo, ero ancora agli inizi, e non potevo permettermi di prendere tante ferie. Il lavoro in questo momento della mia vita aveva la priorità su tutto.
Ma il motivo era anche un altro: la mia incrollabile fiducia verso la CCSVI aveva subito
forti scossoni, in quanto avevo letto che la percentuale di
restenosi, ovvero di nuova occlusione delle vene, era molto alta tra coloro che avevano subito l'intervento! Avevo anche indagato un po', e tutti i casi di cui mi ero interessato avevano dovuto fare i conti con la restenosi!
Della CCSVI in passato, e più precisamente nell'estate del 2010, ho parlato approfonditamente in decine di post, ad esempio
qui.
Non mi ero più interessato alla CCSVI all'ospedale Ferrarotto di Catania in quanto giravano strane voci, mai smentite, di stop agli interventi. E visto che era ormai il 17 Novembre, e avrei dovuto essere a Catania il 19, e non mi era stato ancora comunicato nulla (gli accordi erano che il Ferrarotto mi avrebbe chiamato per confermare), pensavo che la cosa fosse definitivamente naufragata e amen!
Inoltre cominciava a maturare in me
un'altra idea: sì è vero che l'operazione di angioplastica poteva eliminare (temporaneamente?) qualche sintomo, ma la strada da percorrere forse era un'altra: depurare il proprio organismo da tossine e da accumuli di metalli pesanti! Un'idea che in fondo non è molto diversa da quella alla base della CCSVI! La CCSVI infatti prova ad eliminare l'accumulo nel cervello di metalli tossici, agevando il reflusso del sangue, agevolando il normale scorrimento di sangue dal cervello, la chelazione invece agisce a monte: depura il sangue da questi minerali! Le due strade sono in stretta correlazione, secondo il mio modesto parere,
la chelazione dovrebbe precedere l'angioplastica!
Forse mi sbaglio, ma sento che è così.
Ritorna quindi in gioco un elemento che forse troppo frettolosamente avevo messo da parte: occorre agire a monte,
chelando il sangue e gli organi dagli accumuli dannosi!Ecco le ragioni per cui ho deciso di mettere in
stand-by, almeno per il momento, l'intervento di CCSVI, dedicandomi in tutto e per tutto alla chelazione, con i mezzi che sto descrivendo nelle ultime settimane su queste pagine!
Ho avuto l'intuizione giusta? Mi sto sbagliando? Non lo sò. Nella vita a volte è necessario fare delle
scelte, con coraggio e senza paura di aver sbagliato. Io quel 17 Novembre, nel parcheggio del Cento Cannoni, e quasi d'impulso, ho fatto la mia. Probabilmente ora sarei già stato operato, forse starei meglio, forse... Non posso dirlo. Con i "forse" e i "probabilmente" non si va avanti. E' proprio vero, nella vita bisogna avere il coraggio di fare delle scelte.
Ho detto alla gentile segretaria che per il momento non me la sentivo di andare a Catania. Per fortuna la donna è stata così gentile e comprensibile che mi ha detto di richiamare qualora avessi cambiato idea. Ad oggi, 9 Marzo 2012, non l'ho ancora richiamata.
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(mi
sono tenuto molto basso con i prezzi, il mio intento è esclusivamente
quello di coprire almeno i costi di pubblicazione, che per me sono stati
ingenti).
Non è una fregatura, fidatevi di me: ho cercato di
raccontare in modo dettagliato i miei primi 3 anni con la sclerosi
multipla, cercando di dare consigli per vivere la malattia in modo il
più possibile naturale e non limitante!
Ne è venuto fuori a mio
giudizio (ma anche a giudizio di chi l'ha letto) un bel lavoro di 130
pagine, che ho cercato di curare al meglio. Nessuna fotocopia di
cartelle cliniche o referti medici, solo la mia storia e i miei modesti
consigli per vivere la sclerosi multipla come una persona assolutamente
normale!!